Indice
- 1 Mettere subito in sicurezza e fare un reset pulito dell’elettronica
- 2 Capire i sintomi collaterali: cosa osservare prima di aprire sportelli e filtri
- 3 Verificare che carico, dosaggio e schiuma non stiano ingannando i sensori
- 4 Controllare l’afflusso: rubinetto, tubo e filtro ingresso
- 5 Verificare lo scarico: filtro pompa, oggetti e sifone
- 6 Capire se è intervenuta la protezione anti-perdite e come comportarsi
- 7 Sensore di livello e tubicino del pressostato: perché lo sporco crea falsi allarmi
- 8 Alimentazione elettrica e ciabatte multiple: piccoli fattori che contano
- 9 Cosa non fare: forzare avvii, “ponticellare” sensori, ignorare perdite
- 10 Quando chiamare l’assistenza e che cosa comunicare per accelerare la soluzione
- 11 Abitudini che tengono lontani codici di blocco
Quando sul display di una lavatrice Bosch compare “E36-10” non si tratta di un semplice messaggio generico ma di un codice diagnostico composto da due parti. La prima, “E36”, indica alla piattaforma elettronica che è stata rilevata un’anomalia in uno dei circuiti di sicurezza o di controllo (tipicamente legati a sensori di livello/pressione, dispositivi anti-perdita, sensori di temperatura o cablaggi connessi). La seconda, “-10”, è un sottocodice che specifica il tipo di irregolarità riscontrata in quel circuito. Bosch usa questa logica su molte serie recenti di lavatrici, per cui la dicitura può apparire uguale su modelli diversi ma corrispondere a sfumature differenti. Questo è il motivo per cui nelle guide ufficiali rivolte all’utente finale spesso non si trova una “traduzione” precisa di E36-10, mentre i centri assistenza, grazie al numero E-NR della macchina e al software tecnico, sanno interpretarlo con esattezza.
Cosa significa per te, in pratica? Che la scheda ha deciso di fermare o non avviare il ciclo perché non ha ricevuto dai sensori un segnale coerente con una lavatrice che può lavorare in sicurezza. Non è un invito a forzare l’avvio, ma a controllare alcune condizioni che più spesso causano questo stop e, se il codice persiste, a coinvolgere l’assistenza con le informazioni giuste.
Mettere subito in sicurezza e fare un reset pulito dell’elettronica
La prima cosa, appena vedi E36-10, è mettere l’apparecchio in condizioni sicure e azzerare eventuali stati provvisori della scheda. Spegni la lavatrice dal tasto on/off, attendi che il display si spenga, stacca la spina e chiudi il rubinetto dell’acqua. Lascia passare due o tre minuti, poi ricollega la spina e riaccendi senza selezionare programmi particolari, solo per verificare se il codice scompare. Questo “power reset” svuota condensatori e azzera molti blocchi transitori dovuti a micro-sbalzi di tensione o a interruzioni improvvise dell’alimentazione.
Se il messaggio non compare subito, non lanciare direttamente un ciclo impegnativo: seleziona un programma breve di risciacquo/centrifuga o scarico, osserva il comportamento, ascolta la pompa e guarda se la macchina prende e scarica acqua regolarmente. Se E36-10 ricompare immediatamente o entro pochi secondi, hai la conferma che la scheda sta ancora “vedendo” una condizione anomala.
Capire i sintomi collaterali: cosa osservare prima di aprire sportelli e filtri
Prima di toccare altro, raccogli indizi. Hai trovato acqua sotto la lavatrice o accanto allo zoccolo? Senti la pompa girare a vuoto o gorgoglii quando provi ad avviare lo scarico? La macchina prova a caricare e si ferma subito, oppure non apre proprio l’elettrovalvola? Lo sportello si blocca e sblocca come al solito? Tutto ciò che noti ora ti sarà utile dopo, se dovrai spiegare al tecnico. E36-10 può presentarsi, per esempio, quando la protezione anti-perdite è intervenuta per acqua nel basamento, quando il sensore di livello legge valori incoerenti perché il tubicino è ostruito, quando la macchina ha schiumato molto e il livello viene “falsato”, o quando la scheda non vede un consenso da un sensore o da un cablaggio.
Verificare che carico, dosaggio e schiuma non stiano ingannando i sensori
Può sembrare banale, ma una sovraschiuma può mandare in confusione la rilevazione del livello e attivare protezioni. Se l’ultimo lavaggio era con molto detersivo o con capi che “rilasciano” schiuma (piumini, pile), apri lo sportello lentamente appena si sblocca e guarda se nel cestello e nella guarnizione ci sono ancora residui di schiuma. In quel caso avvia un ciclo di risciacquo e centrifuga senza detergenti, eventualmente aggiungendo un tappo di antischiuma specifico (quello per lavastoviglie non va bene). Una volta evacuata la schiuma, molti falsi E36-10 scompaiono. Al prossimo lavaggio dosa il detersivo in base a durezza dell’acqua e carico reale, non a “cestello visivamente pieno”: i detersivi moderni sono concentrati e bastano quantità ridotte.
Controllare l’afflusso: rubinetto, tubo e filtro ingresso
Una delle condizioni che la scheda interpreta come anomala è la mancata variazione di livello: se l’elettrovalvola apre ma il sensore non “vede” salire l’acqua, il ciclo si ferma. Verifica che il rubinetto di carico sia completamente aperto e che il tubo non sia piegato o strozzato dietro l’elettrodomestico. Svitando il dado lato rubinetto, troverai spesso una retina filtro: se è piena di sabbietta o calcare, il flusso si riduce parecchio; puliscila sotto acqua corrente e rimonta serrando a mano più un quarto di giro. Se il tuo modello ha un tubo con sistema Aquastop esterno, guarda se c’è la finestrella di stato o un indicatore di intervento: se il sistema si è attivato per protezione contro una perdita, il flusso è bloccato a monte e la macchina non può caricare. In quel caso non forzare, cerca segni di bagnato nel basamento o sotto la lavatrice e passa alla sezione sulle perdite.
Verificare lo scarico: filtro pompa, oggetti e sifone
Un’altra situazione che può innescare l’errore è lo scarico inibito. Se la macchina non riesce a evacuare l’acqua residua, anche il successivo carico viene bloccato. Apri lo sportellino in basso a destra, predispone stracci e una bacinella bassa, svita il tappo filtro della pompa e lascia uscire l’acqua. Rimuovi corpi estranei come monetine, bottoni, graffette o pelucchi compattati che si fermano proprio davanti alla girante. Prova a farla ruotare con un dito: deve muoversi liberamente. Pulito il filtro, richiudi bene, avvia solo lo scarico e ascolta: se la pompa gira ma l’acqua non esce, controlla il tubo di scarico dietro la lavatrice e il collegamento al sifone a muro, perché un tappo lì produce lo stesso effetto.
Capire se è intervenuta la protezione anti-perdite e come comportarsi
Molte Bosch e consorelle hanno sensori nel basamento che, quando rilevano acqua, bloccano carico e avvio per evitare danni. Se sospetti una perdita (pavimento bagnato, odore di umido, Aquastop intervenuto), non tentare di far ripartire ripetutamente la macchina. Sposta leggermente l’elettrodomestico in avanti, illumina sotto con una torcia e valuta se ci sono gocce o rivoletti. A volte si tratta di un troppo pieno dalla vaschetta del detersivo per uso improprio; altre volte di una fascetta allentata sul manicotto vasca-pompa. In emergenza, inclinare con molta cautela la lavatrice di qualche grado verso di te può far defluire l’acqua dal basamento e “liberare” temporaneamente il sensore, ma è un palliativo: se c’è una perdita reale, si ripresenterà. La cosa corretta è individuare la sorgente. Se non hai esperienza, fermati qui e programma una visita tecnica: lavorare con la macchina aperta espone a rischi elettrici.
Sensore di livello e tubicino del pressostato: perché lo sporco crea falsi allarmi
Su molti modelli il livello viene letto da un pressostato elettronico collegato alla vasca da un sottile tubicino. Se quel tubicino si riempie di sapone secco o di residui, la pressione dell’aria non varia nel modo atteso e l’elettronica interpreta la situazione come anomala. Senza smontare la macchina, puoi ridurre il rischio facendo periodicamente un ciclo di manutenzione a 60–90 °C senza carico con un prodotto anticalcare/antigrasso per lavatrici; questa operazione scioglie parte dei residui e libera passaggi e fori di comunicazione. Se l’errore è comparso subito dopo mesi di lavaggi a basse temperature, provare questa manutenzione è sensato. L’apertura del top e il soffio controllato nel tubicino sono manovre per chi sa dove mettere le mani: in mancanza di pratica, meglio evitare.
Alimentazione elettrica e ciabatte multiple: piccoli fattori che contano
La lavatrice è un carico importante e sensibile. Una multipresa sovraccarica o con contatti ossidati può causare microinterruzioni che, durante una fase critica di lettura sensori, fanno scattare errori. Se possibile collega la macchina a una presa dedicata, assicurati che la spina sia ben inserita e che non ci siano prolunghe arrotolate che scaldano. Verifica inoltre che non si siano verificati blackout o sbalzi di tensione recenti: dopo questi eventi, un reset prolungato (spina staccata per dieci minuti) aiuta a ristabilire i riferimenti della scheda.
Cosa non fare: forzare avvii, “ponticellare” sensori, ignorare perdite
Quando ci si imbatte in un codice ostinato la tentazione di aggirarlo è forte. Evita assolutamente di ponticellare sensori di livello o dispositivi anti-perdite: oltre a essere pericoloso, potresti provocare danni seri alla macchina, all’ambiente e annullare eventuali coperture assicurative. Non forzare ripetuti avvii di cicli completi nella speranza che “vada”; se c’è acqua nel basamento o un intasamento serio, insistere aggrava la situazione. Non ignorare segni di umidità pensando che “si asciugherà”: le infiltrazioni peggiorano nel tempo e corrodono cablaggi e connettori, moltiplicando gli errori e i costi.
Quando chiamare l’assistenza e che cosa comunicare per accelerare la soluzione
Se dopo i controlli “a portata d’utente” l’errore E36-10 persiste, è il momento di coinvolgere il servizio tecnico. Prima di telefonare prepara i dati utili. Sulla cornice dell’oblò o sul lato interno del portello del filtro trovi la targhetta con E-NR (numero modello), FD (data di produzione) e Z-NR (numero di serie): fotografala. Spiega in modo essenziale cosa accade: in che fase compare il codice, se la macchina carica, se scarica, se la pompa si sente, se hai rilevato acqua sotto, se l’errore è nato dopo uno spostamento o un blackout. Indica anche che cosa hai già fatto (reset, pulizia filtro, verifica rubinetto). Con queste informazioni il tecnico potrà arrivare con i ricambi più probabili, riducendo il numero di uscite e i tempi di fermo.
Abitudini che tengono lontani codici di blocco
La migliore strategia è far sì che condizioni anomale non si presentino. Pulisci il filtro della pompa ogni uno-tre mesi, a seconda dell’uso e di quanto “sbriciolano” i capi che lavi. Una volta al mese, o ogni dieci lavaggi, fai girare un ciclo a 60 °C senza carico con un prodotto specifico per la manutenzione, così sciogli residui di detersivo e grassi che incrostano vasca, tubazioni e pressostato. Controlla il tubo di scarico e il sifone a muro ogni tanto, perché capelli e pelucchi si accumulano anche lì. Usa il detersivo nella quantità corretta e preferisci cicli regolari “eco” a basse temperature intervallati da cicli a caldo, per un equilibrio tra risparmio e igiene meccanica della macchina. Se sposti la lavatrice o la inclini, poi verifica che il tubo di carico non sia rimasto strozzato: è un classico che porta a errori di livello. Infine, dopo un lavaggio “bagnato” di stagione o dopo lavori idraulici in casa, dai un’occhiata al pavimento: scoprire subito una goccia ti permette di intervenire prima che la protezione anti-perdite faccia il suo dovere interrompendo i cicli.